SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI

Perché celebriamo la festa della Sacra Famiglia?

Questa festa onora Gesù, la Madonna e San Giuseppe come la più santa delle famiglie, e quindi un modello per tutte le famiglie cristiane. Erano santi perché mettevano Dio al centro della loro vita familiare, amavano e si sacrificavano l’uno per l’altra, e irradiavano questo amore agli altri nella missione redentrice del Verbo Incarnato.

Papa San Giovanni Paolo II ha detto: “Il Redentore del mondo ha scelto la famiglia come luogo della sua nascita e crescita, santificando così questa istituzione fondamentale di ogni società” (messaggio dell’Angelus, 30 dicembre 2001).

Perché i cattolici celebrano il Corpus Domini?

La Chiesa cattolica onora la presenza di Cristo nella Santa Eucaristia con una festa speciale dovuta a Santa Giuliana di Liegi, una canonichessa norbertina del Belgio del XIII secolo. Aveva un grande amore per l’Eucaristia. Quando aveva 16 anni, ebbe una visione in cui la Chiesa era una luna piena con una macchia scura. La macchia scura significava che alla Chiesa mancava una festa dedicata unicamente al Corpo e al Sangue di Cristo. Anche se ebbe questa visione diverse volte, Santa Giuliana non pensava di poter fare qualcosa per aiutare ad istituire questa festa. Perciò la tenne segreta per molti anni. Una volta eletta priora, finalmente lo disse al suo confessore, che a sua volta lo disse al vescovo. Questo alla fine portò alla festa universale del Corpus Domini.

Cosa significa letteralmente Corpus Domini?

Le parole “Corpus Domini” si traducono in “Corpo del Signore”.

Perché è importante la solennità del Corpus Domini?

L’Eucaristia è “fonte e culmine della vita cristiana” (Concilio Vaticano II, Lumen gentium, n. 11). Nell’Eucaristia, Gesù stesso ripresenta a nostro beneficio il suo sacrificio sul Calvario (Luca 22:19-20; 1 Cor. 11:26-29), si dona a noi nella Santa Comunione (Esodo 16:4, 35; Giovanni 6:1-14, 48-51), e rimane tra noi fino alla fine dei tempi (Luca 24:13-35; Mt. 28:18-20). Egli viene a noi in questa forma umile, rendendosi vulnerabile, per amore di ognuno di noi. Eppure, come Dio stesso, il Corpo e il Sangue di Cristo meritano il nostro massimo rispetto e amore, così come la nostra adorazione.

San Tommaso d’Aquino, Inno “Tantum Ergo”

Cadendo in adorazione, acclamiamo la sacra Ostia; sopra le antiche forme che se ne vanno, prevalgono nuovi riti di grazia; la fede supplisce a tutti i difetti, dove i deboli sensi falliscono.

San Francesco d’Assisi disse: “…In questo mondo non posso vedere l’altissimo Figlio di Dio con i miei occhi, se non per il suo Santissimo Corpo e Sangue”.

“Ogni anno la festa del Corpus Domini ci invita a rinnovare lo stupore e la gioia per questo meraviglioso dono del Signore, che è l’Eucaristia”

— Papa Francesco

Quando è la solennità del Corpus Domini?

La data tradizionale del Corpus Domini è il giovedì dopo la domenica della Santissima Trinità (che si celebra una settimana dopo Pentecoste). Il giovedì è stato scelto perché è il giorno in cui fu celebrata l’Ultima Cena. Molte province ecclesiastiche (ad esempio in Italia), tuttavia, lo celebrano la domenica successiva, in modo che più persone possano partecipare. Dove avviene di giovedì, è un giorno santo di obbligo, cioè i cattolici devono partecipare alla messa.

Cos’è la processione del Corpus Domini?

Ogni volta che l’Eucaristia viene esposta per l’adorazione del popolo, viene posta in un vaso sacro chiamato Ostensorio, il cui vetro trasparente permette la visione della Sacra Ostia. Tale Esposizione può assumere diverse forme: sull’altare in una parrocchia, dove si espone l’Ostensorio per l’adorazione e la preghiera, o per le devozioni pubbliche come la benedizione eucaristica. Inoltre ci sono le processioni pubbliche del Corpus Domini e altri momenti. Nei paesi cattolici tali processioni percorrono spesso tutta la città. I fedeli di solito cantano e pregano, tutto in onore del nostro Re Eucaristico. Questa pratica è iniziata nel XIV secolo, ed è stata promossa da papi, concili e santi come un modo meraviglioso per mostrare l’importanza suprema dell’Eucaristia e l’amore che abbiamo per Lui.

“Guardate a Lui, consideratelo, contemplatelo, come desiderate imitarlo.”

— Santa Chiara d’Assisi

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Cos’è la Santa Eucaristia?

La Santa Eucaristia è il più grande dei sette sacramenti. La Chiesa Cattolica insegna che nell’Eucaristia, Nostro Signore Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, è realmente, realmente e sostanzialmente presente sotto le apparenze del pane e del vino. Nostro Signore non è semplicemente simboleggiato dal pane e dal vino; né è presente solo attraverso la fede dei presenti. Piuttosto, le due cose materiali, il pane e il vino, sono completamente cambiate nel Corpo e nel Sangue di Gesù Cristo, lasciando solo le loro apparenze sensibili. Così, attraverso le parole di consacrazione pronunciate dal sacerdote, Gesù, senza cessare di essere presente in modo naturale in cielo, è presente anche sacramentalmente, Corpo, Sangue, Anima e Divinità, ovunque siano presenti gli elementi consacrati.

L’Eucaristia è nella Bibbia?

L’Eucaristia è citata molte volte nella Sacra Scrittura mediante la sua radice che significa “rendere grazie” (Sal 9:1, Is. 12:1,4; Col. 3:17; 1 Tess. 5:18). Ringraziare o benedire Dio era l’elemento essenziale delle preghiere del tempio, della sinagoga e della vita quotidiana per Israele. Ci sono anche molti casi nell’Antico Testamento in cui l’Eucaristia è prefigurata anche nelle sue forme sacramentali, come l’offerta di pane e vino da parte di Melchisedec (Genesi 14:18-20), la Pasqua ebraica (Es. 12:1-14 ) e la manna che sostenne Israele fino a quando non poté entrare nella Terra Promessa (Es. 16:13-17).

Allo stesso modo Cristo ha sempre ringraziato suo Padre per i suoi buoni doni. Ciò è rappresentato soprattutto nei contesti in cui ha anticipato le forme di adorazione del nuovo patto. Questi includono il banchetto delle nozze di Cana (Giovanni 2), la trasformazione dell’acqua in vino, i due miracoli della moltiplicazione dei pani (Mt. 14:13-21; Mt. 15:32-39), la moltiplicazione dei pani e dei pesci che soddisfa i bisogni di tutti, e la sua spiegazione dell’Eucaristia nel discorso del pane della vita (Giovanni 6).

Infine, nell’Ultima Cena ha istituito l’Eucaristia, come norma per commemorare il suo sacrificio pasquale sul Calvario, ordinando che lo si rifaccia fino al suo ritorno (cfr 1 Cor.11)

“Questa è la meravigliosa verità, miei cari amici: il Verbo, che si è fatto carne duemila anni fa, è presente oggi nell’Eucaristia.”

San Giovanni Paolo II

“Vivo per l’Eucaristia.”

–Madre Angelica

Cosa significa letteralmente “Eucaristia”?

“Si chiama Eucaristia, perché è rendimento di grazie a Dio. I termini (greci) ‘eucharistein’ ed ‘eulogein’ ricordano le benedizioni ebraiche che, soprattutto durante il pasto, proclamano le opere di Dio: la creazione, la redenzione e la santificazione”. (CCC 1328)

Cosa succede quando riceviamo la Santa Comunione?

Nella Santa Comunione, obbedendo al comando di Gesù di mangiare la Sua Carne e bere il Suo Sangue, i fedeli sono personalmente uniti a Gesù stesso. È giusto che non riceviamo solo un Gesù mistico, un Gesù spirituale, tanto meno un Gesù metaforico o simbolico. Gesù ha preso la nostra natura umana (corpo e anima) nell’Incarnazione, il Suo Corpo è stato donato in sacrificio e il Suo Sangue è stato versato nel giorno della Sua morte, e a Pasqua è risorto con il Suo Corpo e la Sua Anima. Egli continua a darci la salvezza e la grazia, immediatamente e direttamente attraverso il Suo Sacro Corpo e Sangue Incarnato, proprio come ci ha salvato, e proprio come ha promesso in Giovanni capitolo 6.

Gesù è presente nell’Eucaristia?

Fin dai primi giorni della Chiesa i cristiani hanno creduto che Cristo fosse presente nell’Eucaristia, ma lo hanno fatto senza una teoria o una spiegazione. San Paolo ammonì semplicemente i Corinzi contro l’accoglienza/assimilazione/ricezione sacrilega (1 Cor. 11), ma, verso il 160 d.C., San Giustino scrisse il primo tentativo di spiegazione, nella sua Apologia all’imperatore Antonino Pio.

Poiché non li riceviamo come pane e bevanda comune; ma, allo stesso modo in cui Gesù Cristo nostro Salvatore, essendo stato fatto carne dalla Parola di Dio, aveva sia carne che sangue per la nostra salvezza, così, analogamente, ci è stato insegnato che il cibo che è benedetto dalla preghiera della Sua parola, e grazie al quale il nostro sangue e la nostra carne, mediante trasmutazione, sono nutriti, è la carne e il sangue di quel Gesù che si è incarnato.

Nel Medioevo il carattere di questo cambiamento fu esplorato e sviluppato sistematicamente dai teologi, in particolare da San Tommaso d’Aquino. Così, il Concilio di Trento ha insegnato contro le teorie di alcuni riformatori, che Cristo è realmente, veramente e sostanzialmente presente.

La sua presenza è reale, perché ha un “essere reale”. Questo termine filosofico illustra che ha un’esistenza reale, e non solo un’esistenza mentale (come farebbe una creatura immaginaria o un concetto di una cosa).

La sua presenza è vera. La verità si riferisce a un’affermazione accurata di una realtà. Il Santissimo Sacramento si chiama Cristo perché è Cristo. Non è semplicemente un simbolo, come una bandiera è il simbolo di una nazione, o come una fotografia è una rappresentazione dell’individuo raffigurato.

Infine, la Sua Presenza è sostanziale. Anche se i nostri sensi rilevano le apparenze o le proprietà del pane e del vino, la sostanza è Cristo, che è totalmente presente, Corpo, Sangue, Anima e Divinità, sotto ogni elemento e in qualsiasi sua parte.

Cosa successe nel miracolo Eucaristico di Lanciano?

Nell’VIII secolo, un monaco dell’Ordine di San Basilio stava celebrando la messa a Lanciano, in Italia. Mentre era all’altare, dubitava che Gesù fosse veramente presente nell’Eucaristia. Quando disse le parole di consacrazione, l’Eucaristia si trasformò davanti ai suoi occhi. L’Ostia si trasformò visibilmente in carne e il vino consacrato in sangue, che poi si coagulò in cinque parti diseguali.

Negli anni ’70 e ’80, gli scienziati studiarono la Carne e il Sangue e scoprirono che la carne era tessuto cardiaco umano. Il tipo di sangue è AB, che è lo stesso della Sindone di Torino. Il Sangue Sacro aveva la stessa proporzione proteica del sangue normale, e non ci sono conservanti, mentre alla morte il sangue comincia immediatamente a ridursi.

Perché la Santa Eucarestia si conserva nel Tabernacolo?

La Santa Eucaristia si conserva nel Tabernacolo perché:

– in primo luogo per poter dare la Santa Comunione ai malati e ad altri fedeli che non hanno avuto la possibilità di partecipare alla Santa Messa;

– poi per poter rendere culto di adorazione a Dio Nostro Signore nel Santissimo Sacramento (in modo speciale durante l’Esposizione della Santissima Eucaristia, nella Benedizione col Santissimo; nella Processione col Santissimo Sacramento nella Solennità del Corpus Domini);

– perché i fedeli possano adorare il Signore Sacramentato facendogli visita. Il Papa Giovanni Paolo II ha affermato: «La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci aspetta in questo Sacramento dell’Amore. Non risparmiamo il nostro tempo per andare a incontrarlo nell’adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione».

Cos’è la comunione spirituale?

Quando siamo impossibilitati a ricevere la comunione perché siamo costretti a casa, non abbiamo rispettato il digiuno di un’ora o siamo in peccato mortale, la Chiesa ci invita a cercare comunque l’unione con Dio con il cuore, esprimendo il nostro desiderio attraverso la preghiera.

San Tommaso d’Aquino ha spiegato che la Comunione Spirituale è “un ardente desiderio di ricevere Gesù nel Santissimo Sacramento e un abbraccio d’amore come se lo avessimo già ricevuto”. Questo è un esempio:

Gesù mio,

credo fermamente che sei presente nel Santissimo Sacramento.

Ti amo sopra ogni cosa

e ti desidero nell’anima mia.

Poiché ora non posso riceverti nella Santa Comunione,

vieni almeno spiritualmente nel mio cuore.

Come già venuto, io ti abbraccio

e mi unisco totalmente a te,

non permettere che io mi separi mai più da te. Amen.

“Dio abita in mezzo a noi, nel Santissimo Sacramento dell’altare.”

— San Massimiliano Kolbe

Cos’è il Santissimo Sacramento?

È un altro nome dell’Eucaristia, che richiama il suo primato tra i sacramenti. “Si parla anche del Santissimo Sacramento, in quanto costituisce il sacramento dei sacramenti”. (CCC 1330)

Cos’è l’Adorazione Eucaristica?

L’adorazione è l’atto di onorare Nostro Signore, presente nella Santissima Eucaristia. Spesso, le parrocchie hanno l’adorazione perpetua o momenti stabiliti ogni mese in cui i fedeli possono adorare l’Eucaristia. Le persone passeranno spesso un’ora con Gesù. Questo è noto come “Ora Santa”.

Santa Teresa di Lisieux disse: “Non è per rimanere in un ciborio d’oro che Egli scende ogni giorno dal Cielo, ma per trovare un altro Cielo, il Cielo della nostra anima in cui Egli si diletta”.

Perché celebrare l’Ora Santa?

“La Chiesa e il mondo hanno grande bisogno del culto eucaristico. Gesù ci aspetta in questo sacramento dell’amore. Non risparmiamo il nostro tempo per andare ad incontrarlo nell’adorazione, nella contemplazione piena di fede e pronta a riparare le grandi colpe e i delitti del mondo. Non cessi mai la nostra adorazione” (CCC, 1380)

Cosa si prega durante l’Adorazione Eucaristica?

Non ci sono orazioni prestabilite che devi pregare durante l’Adorazione. Puoi pregare le tue preghiere personali o le preghiere tradizionali della Chiesa, come il Santo Rosario. Potresti anche leggere la Sacra Scrittura o un altro libro di devozione, o anche passare il tuo tempo in silenzio con il Signore.